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Cottagecore: il ritorno ad una vita semplice

Come molti di voi, dopo l’avvento della prima ondata di pandemia, ho sentito un senso di soffocamento tra le mura del mio appartamento in città, desideravo tanto poter tornare a casa, tra boschi e campagne.

Il mio più grande desiderio tra un notiziario e l’altro era quello di poter osservare e vivere qualcosa che prima davo per scontato, come l’apertura delle gemme delle querce che circondano casa mia qui in Liguria.

Come vi dicevo qui, ero emozionatissimo al momento del mio ritorno e, cercando foto di campagne su Instagram, sono capitato sul profilo di monalogue che rappresentava appieno ciò che desideravo vivere. 

Un grazioso cottage inglese totalmente restaurato, un giardino adattato ad ogni stagione, un caminetto acceso, una tazza di tè fumante, oche e tanti, tantissimi fiori. 

Qui scopro che tutto ciò che rappresenta il mio ideale di vita ha dato il via ad uno stile ben preciso chiamato cottagecore.

Cos’è quindi il cottagecore?

Avete presente quando da piccoli correvate per i prati seguendo il vento, le lucciole di giugno e le distese di fiori? Oppure quando facevate visita ai nonni in campagna e li aiutavate a mungere le pecore o a raccogliere verdura dall’orto? Ecco queste sono tipiche immagini evocate nel cottagecore.

Questo movimento principalmente estetico aspira ad un idilliaco ritorno alla natura e ad una vita semplice, che esiste sin dalla notte dei tempi. Pensate alla poesia greca e romana, si cantavano le lodi del mondo pastorale (le Bucoliche e le Georgiche di Virgilio vi ricordano qualcosa?).

Il trend in se nasce come risultato dell’idealizzazione della vita nelle campagne, sognando una vita lontana dal caos cittadino e ritornando ad apprezzare le cose più umili e semplici, riscoprendo attimi che prima trovavano ben poco posto nella nostra quotidianità.

La comunità cottagecore è sempre più vasta e tantissimi profili sui social network fioriscono ogni giorno nei colori più variegati. Troviamo scatti che sembrano provenire da altre epoche, cestini di vimini, picnic su tovaglie a quadri, atmosfere romantiche e bucoliche che rimandano ai romanzi di fine 800.

Il termine ”cottagecore” deriva dalla parola cottage, la tipica abitazione presente nelle campagne inglesi, luogo di ambientazione di molti romanzi.

Con questo stile si tende a romanticizzare ogni aspetto della vita rurale, tralasciandone quindi le fatiche che naturalmente comprendono questo tipo di vita e salvandone principalmente l’estetica idealizzata e il ritmo lento della vita di un tempo. Essendo un movimento del tutto inclusivo, ne fanno parte molti membri della comunità lgbtq+ .

Spesso sono state mosse alcune critiche nei confronti dell’estetica cottagecore, accusando il fatto che enfatizzando ogni lato positivo della vita pastorale si possa dimenticare la storia dei tempi da cui prende ispirazione, ricca di lati oscuri come razzismo e colonialismo.

Credo però che con la giusta consapevolezza ci si possa sentir liberi di abbracciare questo movimento senza ovviamente dimenticare il passato, godendo comunque degli agi portati dalla modernità.

Il cottagecore non include pregiudizi ed è bellissimo vedere come ogni persona possa sentirsi libera di rendere questo stile totalmente personale, infatti sta diventando sempre più un termine ombrello, date le svariate sottocategorie che nascono da esso.

Troviamo ad esempio il darkcottagecore, che rispecchia maggiormente la mia estetica, la cui base sono tonalità più cupe legate alla forza della natura e con elementi che riconducono alla stregoneria, il sottobosco, la nebbia e piante velenose.

Il goblincore, all’interno del quale si celebra la stranezza di piccoli animali di palude, muschi e funghi.

il medievalcore, dove il nome parla da se, la sua estetica prende nome da storie di principesse e cavalieri avvolti dal mistero tra le mura di castelli in rovina.

Vi sono moltissime categorie che se volete, possiamo approfondire!

Ora vado ad osservare le lucciole in giardino…ci vediamo presto!

 

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