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Il ritorno a casa

Prima di parlare di tutto il resto voglio parlarvi del mio ritorno a casa. 

Come ho già accennato nel post precedente, ho vissuto tanti anni a Torino, dove pensavo di poter costruire la mia vita. Per tutti questi anni questa meravigliosa città mi ha donato tanto, alcuni meravigliosi di studio e altrettanti di lavoro.

 

8 Marzo 2020

Aleggiava una sensazione di pericolo nell’aria. Accendendo la tv io e miei coinquilini, con ansia crescente, abbiamo ricevuto la notizia che l’Italia sarebbe entrata in lockdown e, con la tristezza nel cuore, rimanemmo rinchiusi in un appartamento per circa due mesi e mezzo.

 

Fu un periodo difficile da affrontare,specialmente a livello psicologico, ci si innervosiva per nulla e si faticava a trovare alcuni beni di prima necessità. 

 

Un giorno decisi di armarmi di coraggio e, con mascherina ben aderente al viso, azzardai una passeggiata nella piazza vicina a casa. Che dire, è stato stranissimo. Polizia ad ogni angolo e un silenzio surreale riempiva la città.

 

Il mio sguardo si soffermò per qualche minuto su una magnolia in piena fioritura, facendomi venire i brividi. Non ero mai stato così tanto lontano dalla natura.

 

Terminati i mesi di lockdown decisi di fare velocemente le valigie e organizzare il mio ritorno a casa. Mi organizzai velocemente e una mattina di maggio piu calda del solito scappai verso la stazione per prendere il primo treno disponibile.

 

Il cuore batteva forte perché non sapevo cosa aspettarmi dal viaggio, mi interrogavo sulle emozioni che avrei provato una volta tornato a casa. 

 

Durante il viaggio in treno la mia testa viaggiava da sola verso luoghi sconosciuti, contando gli alberi di pesco in fiore che incontravo lungo il tragitto.

 

Ore 14.27: arrivo a destinazione.

Il cuore batte all’impazzata e mio padre mi aspettava in stazione, contentissimo di rivedermi sano e salvo dopo tutto questo tempo.

 

Essendo mio padre una persona frenetica e premurosa, per prima cosa mi accompagnó dal meccanico per sistemare un problema alla mia macchina, in modo che potessi essere subito autonomo.

 

Una volta consegnata la macchina per la riparazione mi fu detto di tornare dopo mezz’ora.

 

Decisi di fare una breve camminata lungo il fiume poco distante e, che dire, è stato difficile trattenere le lacrime per ciò che videro i miei occhi. 

 

Ovviamente furono lacrime di gioia perché, oltre al rumoroso silenzio della natura, vedevo finalmente il verde dei giunchi sulle bordure del fiume, con una cornice di olmi e sambuco in fiore. Sentivo il profumo dei fiori dei rovi e il ronzio delle api creava una sinfonia giocosa per le mie orecchie.

Passato il tempo di attesa tornai a ritirare la macchina felice come un bambino, chiedendomi dove mi sarei potuto dirigere alla prima occasione utile. 

 

Prima di entrare in officina mi voltai ancora una volta, accorgendomi forse per la prima volta nella mia vita di quanta bellezza avessi intorno a me che mai sono riuscito ad apprezzare come in quell’istante.

 

 

Questa esperienza è stata una perla rara e capii che avrebbe determinato il mio definitivo ritorno a casa nella mia splendida Liguria.

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